Italiano - Pius XII. Vatikan Holocaust NS-Zeit Verschiedenes

Direkt zum Seiteninhalt

Hauptmenü:

Italiano

Il Vaticano e il periodo del nazismo
 
70 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale restano ancora domande sul ruolo della Chiesa cattolica.
In particolare il Vaticano riguardo all'operato dell'allora Pontífice in carica Pio XII deve adesso rispondere a domande scomode, come per esempio:
è stato un errore il silenzio di Pio XII riguardo allo sterminio degli ebrei?
La chiesa è diventata complice perché si è mantenuta in disparte durante la grande caccia agli ebrei in Europa?
Nel frattempo i vescovi tedeschi, austriaci e ancor di più quelli francesi hanno ammesso la colpa della Chiesa. Si sono vergognati del fallimento delle loro chiese nazionali, accusate di omissione di soccorso.
Il Vaticano non riconosce come proprie le posizioni di questi vescovi e, infatti, fino ad oggi si rifiuta di usare parole critiche per giudicare la diplomazia papale di Pio XII.
Il suo proprio fallimento o addirittura una possibile complicità vengono rifiutati energicamente. Al contrario, non c’è nulla da rimpiangere. Pio XII ha salvato così tanti ebrei come nessun altro e ha alzato la voce contro la mania di sterminio dei nazisti. È stato uno dei grandi giusti tra le nazioni.
Per il Vaticano è chiaro: tutti gli attacchi a Pio XII, nel frattempo nominato venerabile, sono infondati e spesso solo diffamanti.

La lettera aperta a Papa Francesco in occasione del settantesimo anniversario del rastrellamento degli ebrei a Roma.
ital.   (pdf)
Il Vaticano e la Shoah

Klaus Kühlwein

Pubblicato sul settimanale (in lingua tedesca):
Jüdische Allgemeine (Berlino), 7 maggio 2015
 

È stato un errore il silenzio della Chiesa riguardo allo sterminio degli ebrei?
È diventata complice, perché si è tenuta in disparte durante la grande persecuzione degli ebrei in Europa? 70 anni dopo la fine della guerra, il Vaticano se ne lava ancora le mani. Al contrario, ritiene che non ci sia nulla di cui pentirsi.
Il Vaticano sostiene che Pio XII abbia impedito il peggio con il suo silenzio e la sua saggia diplomazia. L’ebrea Edith Stein la pensava diversamente già nel 1933, quando cercò di avvisare la Santa Sede sulla drammatica situazione degli ebrei in Germania. Il suo messaggio venne ignorato.
Nessuno può negare che Pio XII, tramite la diplomazia segreta, abbia reso possibile l’espatrio in paesi sicuri e trovato un sicuro nascondiglio per molti ebrei. Questo fu per il Vaticano, con le sue capacità e i suoi contatti, un semplice dovere cristiano. Non si può accusare Pio di antisemitismo, ma solo di antiebraismo; quest’ultimo però è sempre stato terreno fertile per l’antisemitismo. Pio non simpatizzava per il regime nazista e non era neanche favorevole alla guerra contro Stalin, nonostante ritenesse il comunismo più pericoloso del nazionalsocialismo.
Il grande problema di Pio XII era la questione di coscienza, posta dalla Shoah, che lui voleva risolvere razionalmente mediante una cauta diplomazia. Invece di combattere apertamente e coraggiosamente come un profeta l’opera di distruzione demoniaca di Hitler, invece di risvegliare la coscienza dei credenti, invece di porsi a difesa degli ebrei e opporre resistenza, adempiendo ai doveri papali di custodia e vigilanza, ha preferito non provocare Berlino. La troppa paura gli ha impedito di fare un passo falso, che avrebbe potuto causare conseguenze incalcolabili.
Questo suo atteggiamento ha avuto ripercussioni particolarmente tragiche durante il rastrellamento degli ebrei a Roma, quando oltre mille persone della Comunità ebraica furono deportate ad Auschwitz senza opposizione del Papa.
C'era qualcosa di più sacro per il vicario di Cristo che ascoltare la sua coscienza incondizionatamente? Se Hitler, in seguito al grido di coscienza e a un'attiva protezione degli ebrei da parte del Papa, avesse richiesto sacrifici e ricompense al Vaticano e alla Cristianità, questi sarebbero stati dei sacrifici sacri – per Amore, Giustizia e Verità.
Papa Francesco ha fatto rizzare le orecchie alla comunità cristiana, quando ha detto: si deve restare fedeli alla verità della parola di Dio, senza negoziati e compromessi. La storia della Chiesa è la storia dei martiri, secondo Francesco.
A settant'anni dalla fine della Shoah, è giunto il tempo di un mea culpa da parte del Vaticano, che riconosca i propri sbagli e chieda perdono. Solo così si apriranno le porte alla riconciliazione.
 

*  *  *  *  * *  *  *  *  * *  *  *  *  * *  *  *  *  *



Meine Veröffentlichung zur Thematik Pius XII. und Holocaust: 

Artikel u.a. siehe Site "Publikationen".
Warum der Papst schwieg
Pius XII. und der Holocaust
Düsseldorf (Patmos-Verlag), 2008
246 S.

Besprechung in der FAZ:
v. Rainer Blasius, 29.01.2009   

Verlagsflyer: deutsch (pdf 94 KB) engl. (pdf 119 KB
Pius XII. und die Judenrazzia in Rom
epubli Verlag, Berlin 2013
2. aktualisierte u. erweiterte Aufl.
(420 Seiten)

Neu
- Epilog: Papst Franziskus und der 16. Okt. 2013
- erweiterte Dokumententation


Die Liste Dannecker. Als der Holocaust zu 
Pius XII. kam
Gek. u. bearb. TB-Ausgabe der Studie über die Judenrazzia.
epubli, Berlin 03/2014

E-Book:
Drei Tage im Oktober 1943
Als die Juden Roms den Papst um Hilfe riefen
E-Book Ausgabe, aktualisiert.
epubli, Berlin 10/2014

Zurück zum Seiteninhalt | Zurück zum Hauptmenü